

Libero Docente in Patologia Chirurgica e Specialista in Chirurgia Generale (Università di Torino)
Specialista in Auricoloterapia (Università di Parigi)
Advanced Master in Omeopatia e Omotossicologia (A.M.I.O.T – Milano)

Sono Gianclaudio Fossati, sono un medico e svolgo attività libero-professionale come specialista in Auricoloterapia, applicando le conoscenze acquisite attraverso la mia pluriennale esperienza.
Sono un appassionato di montagna, sono un Alpino (in questo Corpo ho svolto a suo tempo il mio servizio come medico di Battaglione).
Ho conseguito l’Advanced Master in Omotossicologia e seguito le sue evoluzioni in Physiological Regulating Medicine (PRM), in Low Dose Medicine (Medicina dei bassi dosaggi), nella Microimmunoterapia e nella Medicina dei Sistemi. In un’ottica di interconnessione, queste conoscenze mi permettono di comprendere meglio le relazioni tra i diversi aspetti della salute umana (Medicina Biologica).
Ciò che mi piace particolarmente della PRM è che è centrata nel curare la persona e non solo la malattia, agisce sulle cause e non solo sulla soppressione dei sintomi ed infine considera l’uomo nella sua globalità mente-corpo, permettendomi un approccio terapeutico altamente personalizzato.
A ciò unisco la mia esperienza nel campo della medicina tradizionale: sono stato per 22 anni Primario di Chirurgia Generale tra l’Ospedale di Rivoli e l’Ospedale Martini di Torino.
Sono autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche e socio di diverse Società Scientifiche:
Il mio percorso professionale affonda quindi le radici nella chirurgia tradizionale e si sviluppa nella medicina integrata.
Oggi aiuto le persone a riequilibrare il loro sistema psicofisico prima che il disequilibrio diventi malattia. Ma è stato un viaggio di scelte consapevoli.
La mia scelta: Quarto anno di medicina
Volevo diventare chirurgo, ma ho scelto di formarmi per 1 anno nell’area medica. Medicina interna. Volevo costruirmi un pensiero medico sistemico prima di specializzarmi. Imparare a vedere il paziente come unità integrata, non come problema da risolvere chirurgicamente.
La Chirurgia mi ha insegnato la precisione
Ma la medicina interna mi aveva già dato qualcosa di più profondo: il ragionamento clinico che cerca le cause, che vede le connessioni tra sintomi apparentemente distanti, che considera il corpo un sistema dove tutto è collegato.
Il turning point
Poi ho scoperto l’Auricoloterapia. Mi sono specializzato all’Università di Parigi. E ho capito che quella scelta del quarto anno era stata
profetica. L’Auricoloterapia è esattamente questo: vedere il corpo come sistema integrato. L’orecchio come mappa neurofisiologica completa dell’organismo.
Il problema
Ho visto pazienti intrappolati nei farmaci che sopprimevano i sintomi senza risolvere le cause. Il dolore tornava, la dipendenza aumentava. E altri che rifiutavano la medicina tradizionale, perdendosi in promesse alternative senza basi scientifiche. In entrambi i casi: frustrazione, cronicità, nessun vero riequilibrio. La possibilità di guarire davvero si stava perdendo. Serviva un ponte. Una medicina che unisse il rigore della scienza con la visione sistemica del corpo. Che agisse sulle cause, non solo sui sintomi, ma con basi scientifiche solide. Non dovevo scegliere tra i due mondi: dovevo integrarli.
Allora ho seguito questa visione
Ho approfondito l’Omotossicologia, la Medicina Fisiologica di Regolazione, la Low Dose Medicine, la Microimmunoterapia. Ogni formazione mi permetteva di comprendere meglio le relazioni tra i diversi aspetti della salute. La Medicina Biologica diventava il mio ponte tra scienza e realtà clinica.
La mia filosofia
Vedere la persona oltre la malattia. Agire sulle cause, non solo sui sintomi. Riequilibrare prima che il problema si cronicizzi. Prevenire il degrado biologico. L’obiettivo? Una longevità sana, non solo lunga.
Oggi. Nel mio studio unisco Medicina tradizionale, Auricoloterapia, Medicina Fisiologica di Regolazione. Con il rigore del chirurgo e la visione sistemica dell’internista.
Gianclaudio Fossati
Dalla Rivista “La Medicina Biologica”
Recensione del libro
Stress: tra esperienza clinica e proposta terapeutica in Auricoloterapia
La malattia dell’era moderna è lo stress cronico e il cancro ne è -sovente- l’estrema conseguenza. Così come ne sono figlie le malattie degenerative -infiammatorie croniche, autoimmuni, dismetaboliche- tra le quali spiccano le patologie cardiache vascolari acute e croniche, in primis ipertensione arteriosa, infarto miocardico, ictus, nonché la Sindrome metabolica nei suoi vari gradi di espressione. È evidente che il trattamento dello stress cronico, soprattutto prima che lo stato disfunzionale diventi organico, riveste un’importanza rilevante non solo per alleviare o risolvere una sintomatologia fonte di disagio, ma assume anche un carattere di prevenzione nei confronti di patologie ad alto impatto sociale. Da tempo l’autore nutre un vivo interesse per lo studio dei meccanismi fisiopatologici dello stress cronico finalizzato alla ricerca di un trattamento non soltanto sintomatico, ma quanto più possibile causale. Il trattamento farmacologico di ansia angoscia panico pensieri di correnti e intrusivi, insonnia, iperattività, depressione, ecc. ha a disposizione una serie di farmaci efficaci in diversi casi, ma non sempre scevri da effetti collaterali. Essi richiedono per lo più somministrazioni a lungo termine e sovente sono poco accettati dai pazienti.
-Nel libro viene dettagliatamente presentato uno studio clinico su 32 casi per verificare l’efficacia terapeutica della stimolazione di una triade di punti auricolari indicati nella Sindrome da stress cronico, soffermandosi sulle ragioni cliniche ed il rationale neurofisiologico alla base della scelta dei tre punti auricolari. Viene poi ampiamente trattato il metodo di valutazione dei risultati terapeutici, monitorando le variazioni dei parametri seduta per seduta tutti i dati sono stati valutati statisticamente per la migliore obiettività.
Concludendo: libro efficace, ben scritto e di sicuro impatto clinico

Fra le molteplici indicazioni dell’Auricoloterapia, che fanno parte della mia attività clinica, il mio interesse scientifico si concentra sullo studio e il trattamento dello stress, argomento approfondito nel mio libro “STRESS – Tra esperienza clinica e proposta terapeutica in AURICOLOTERAPIA” ove analizzo la sindrome nei suoi aspetti fisiopatologici, clinici e psicosociali. Il mio obiettivo è il benessere dei miei pazienti attraverso cure innovative e integrate.

Disciplina medica neurofisiologica basata sul fatto che sul padiglione auricolare esiste la stessa mappa somatotopica, cioè la stessa carta topografica presente nel cervello, ove è rappresentato tutto l’organismo in forma molto dettagliata. Questo è il risultato del continuo scambio tra cervello e orecchio, collegati da ben cinque nervi, delle informazioni giunte ad essi durante la vita fetale da tutti gli organi in via di sviluppo; informazioni che vengono appunto fissate nelle carte topografiche dell’ organismo presenti su entrambi. Ne consegue che, in ambito clinico, stimolando opportunamente punti specifici dell’orecchio, otteniamo precise risposte da parte del cervello che presiede al funzionamento di tutto l’organismo. Il padiglione auricolare è la tastiera o il touch-screen, mentre il cervello è il computer, col quale attraverso l’orecchio possiamo dialogare: richiamare la sua attenzione su organi o funzioni onde stimolare il suo intervento al fine di ristabilire un equilibrio alterato.
✓ Stress
✓ Ansia/attacchi di panico
✓ Depressione/umore variabile
✓ Disturbi del sonno
✓ Affaticamento persistente
✓ Lombo-sciatalgia
✓ Cervicalgia
✓ Nevralgie
✓ Dolori artro-muscolari
✓ Gastro-duodeniti
✓ Reflusso gastro-esofageo
✓ Colon irritabile
✓ Disturbi mestruali
✓ Disturbi della menopausa
✓ Fame eccessiva/compulsiva
✓ Disassuefazione dal fumo

Premessa importante è il dettato della Organizzazione Mondiale della Sanità che ormai da anni ha modificato la definizione di salute non più come semplice assenza di malattia, ma Salute come benessere psicofisico. La Medicina ha subito recentemente una importante evoluzione non soltanto in ambito scientifico e tecnologico, ma anche e soprattutto di tipo concettuale. Sia in Medicina che in Chirurgia, nelle loro svariate specialità, si è sempre più fatto strada il concetto, oggi irrinunciabile, di MININVASIVITÀ, in altri termini di invadere il meno possibile l’organismo. In Chirurgia tale concetto si è ormai universalmente affermato con l’avvento delle tecniche videoscopiche e robotiche, dette appunto mininvasive.